Che cos'è

Ogni anno, presso il Dipartimento di Matematica e Informatica dell'Università di Firenze si svolge una Gara Matematica riservata agli studenti dell'ultimo biennio della scuola secondaria.
Agli studenti autori dei migliori elaborati vengomo consegnati premi offerti dall'Unione Matematica Italiana, dalla Fondazione Carlo Marchi e da altri enti ed aziende.

Alla Scuola di appartenenza del primo classificato è affidata in custodia per un anno una Coppa in argento del Dipartimento di Matematica e Informatica (la "coppa Dini", dal nome del matematico a cui il dipartimento è intitolato) che passerà l'anno successivo alla Scuola del vincitore della successiva "Gara Matematica".

Per introdurre lo spirito della gara riportiamo qui alcune indicazione che ogni anno vengono lette agli studenti che partecipano alla Gara.

  1. La gara vuole essere un gioco. Non prendetevela se non riuscite a risolvere nemmeno un esercizio. Come nello sport, il rendimento in una gara dipende molto dall'allenamento che si è fatto negli anni precedenti. Anche se non riuscirete oggi potreste riuscirci domani!
     
  2. Non crediate che qui si possa (o voglia) valutare la vostra attitudine a fare matematica. Non saper suonare il pianoforte non significa essere "negati" per la musica. Il cantante, il compositore e lo strumentista sono tutte persone che amano la musica, ma ciò nonostante svolgono compiti diversi con attitudini diverse ed il più delle volte non intercambiabili. Per la matematica è un po' la stessa cosa. Non saper risolvere in due ore un esercizio non significa niente. La maggior parte dei risultati fondamentali in matematica sono stati ottenuti con mesi (e non ore) di lavoro!
     
  3. Vi saranno presentati quattro problemi, forse un po' diversi da quelli che siete abituati a risolvere a scuola. Gli strumenti per affrontarli dovreste averli tutti. Ciò che vi serve è intuizione e ragionamento. Non solo per arrivare alla soluzione dell'esercizio, ma anche per scrivere una dimostrazione, cioè una serie di ragionamenti e spiegazioni che possano convincere chi legge il compito che le vostre conclusioni sono ineccepibili. Coloro che correggeranno il compito saranno più interessati al ragionamento seguito che al risultato ottenuto.
     
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